Language of presentation: Italian. Supporting materials (slides/written version of the talk) will be made available in English.
Cinque modi di pensare l'educazione musicale scolastica: verso una teoria della musicabilità
Ogni discorso sull'educazione musicale presuppone un quadro concettuale di riferimento. Spesso questo quadro resta implicito, non pienamente consapevole. Orienta però il modo di concepire la musica, le sue finalità educative, le pratiche didattiche. Credenze professionali, biografie musicali personali e modelli interiorizzati durante la formazione costruiscono rappresentazioni di ciò che la musica "deve" essere a scuola. Queste rappresentazioni orientano le scelte didattiche più di qualunque indicazione curricolare (Pajares, 1992; Shulman, 1986).
Il contributo ricostruisce cinque quadri interpretativi ricorrenti nel discorso sull'educazione musicale scolastica: la musica come sapere e patrimonio culturale da trasmettere; la musica resa accessibile attraverso metodologie attive; la musicalità come disposizione umana da coltivare; la musica come contesto per lo sviluppo di musicalità e qualità personali trasversali; infine, la musica come esperienza di formazione e trasformazione, qui concettualizzata attraverso il neologismo musicabilità.
Quest'ultima cornice, ancora poco tematizzata nella riflessione pedagogico-musicale italiana, sposta l'attenzione da due domande tradizionali — che cosa lo studente apprende della musica? quali competenze sviluppa attraverso la musica? — a una domanda diversa: chi può diventare attraverso l'esperienza musicale? La musicabilità è la possibilità, propria di ogni essere umano, di conoscersi, costruire significati, trasformarsi attraverso esperienze musicali intenzionalmente progettate.
Per rendere operativa questa prospettiva, il contributo introduce il musicking scolastico. Il concetto nasce dalla nozione di musicking di Christopher Small (1998), declinata per la scuola. È un'esperienza musicale situata e progettata intenzionalmente. Prende senso dalle relazioni che attiva — degli studenti con la musica, con gli altri, con questioni di significato legate alla loro esperienza personale. Favorisce riflessione, dialogo, costruzione condivisa di senso.
Tra le pratiche del musicking scolastico, l'ascolto musicale è particolarmente significativo. È una delle esperienze più diffuse nella vita degli adolescenti, ma dispone ancora di una limitata elaborazione metodologico-didattica. Se progettato come esperienza riflessiva, dialogica, partecipativa, l'ascolto può aprire nuove consapevolezze, mettere a confronto prospettive, elaborare significati. Può sviluppare intenzionalmente quelle competenze trasversali che la sola pratica musicale non attiva automaticamente, ma che richiedono condizioni pedagogiche specifiche.
Infine, il contributo propone alcune riflessioni sulla popular music nell'educazione musicale scolastica. La popular music non è un oggetto di studio, né uno strumento per aumentare motivazione o rispetto. È materiale culturale identitario, attraverso cui progettare musicking scolastici capaci di attivare la musicabilità di ognuno.
Five Ways of Thinking about School Music Education: Toward a Theory of Musicability
Short Abstract
Every discourse on music education relies on a conceptual framework. This framework often remains implicit, not fully conscious. Yet it shapes how music is conceived, its educational aims, and its teaching practices. Teachers' professional beliefs, personal musical biographies, and models internalized during training build representations of what music "should" be at school. These representations shape teaching choices more than any curricular guideline can (Pajares, 1992; Shulman, 1986).
This contribution reconstructs five recurring interpretive frameworks in the discourse on school music education: music as knowledge and cultural heritage to be transmitted; music made accessible through active methodologies; musicality as a human disposition to be cultivated; music as a context for developing musicality and transversal personal qualities; and, finally, music as an experience of personal formation and transformation, conceptualized here through the neologism musicability.
This last framework, still little explored in music-pedagogical thought, shifts attention away from two traditional questions — what does the student learn about music? what skills does the student develop through music? — toward a different question: who can one become through musical experience? Musicability is thus understood as the possibility, held by every human being, of knowing oneself, building meaning, and transforming oneself through intentionally designed musical experiences.
To put this perspective into practice, the contribution introduces the concept of school musicking. It builds on Christopher Small's (1998) notion of musicking, adapted for the school context. It refers to a situated, intentionally designed musical experience. Its meaning comes from the relationships it activates: students' relationships with music, with others, and with questions of meaning tied to their personal experience; it fosters reflection, dialogue, and shared meaning-making.
Among school musicking practices, music listening is particularly significant. It is one of the most common experiences in adolescents' lives, yet it still has limited methodological development. When designed as a reflective, dialogic, participatory experience, listening can open new awareness, bring different perspectives into dialogue, and build meaning. It can intentionally develop transversal skills that musical practice alone does not automatically activate, but which require specific pedagogical conditions to grow.
Finally, the contribution offers some reflections on popular music in school music education. Popular music is not an object of study, nor a tool to increase students' motivation or respect. It is identity-related cultural material, through which school musicking experiences can be designed to activate each student's musicability.